In questi ultimi giorni di relax prima del ritorno in Italia continuo a ripensare a certe cose che abbiamo visto e a certe frasi che ci sono state dette.
Fino a ieri sono stati considerati dai bianchi poco più che scimmie, come potrebbero apprezzare la loro cultura e le loro origini?
Questa frase è uscita in un discorso fatto assieme ai missionari. Non ci capacitavamo di come in qualsiasi contesto gli ivoriani preferissero copiare usi e costumi degli occidentali piuttosto che abbracciare i propri.
L’abbiamo notato fortemente nel contesto religioso cristiano. L’iconografia sacra è una (brutta) copia di quella occidentale: dai santini osteggiati sulle vesti alle immagini di un Gesù bianchissimo e biondissimo! Ovviamente è sempre tutta un’esagerazione..
Solo noi italiani sembriamo apprezzare la cultura e le tradizioni ivoriane. Per esempio è più probabile vedere dei giovani vestirsi con delle improponibili maglie sintetiche da calcio tarocche che con le camicie e abiti tipici! Giusto per intenderci, ho visto delle “stupende” maglie della Juventus rosse e blu!?!?
Adesso siamo a Grand-Bassam che è una località turistica. Lo stile non è cambiato, ma i vari venditori ambulanti sanno bene a cosa sono interessati gli stranieri: vengono sfoggiati abiti, tessuti, braccialetti e statuette in legno di ogni forma, colore e venatura.
Il primo giorno qua al mare abbiamo scambiato due parole con degli italiani che vivono qui da diversi anni e parlando delle nostre impressioni uno di loro ci ha detto:
Per una persona che è sempre stata sottomessa e soggiogata è più razionale vivere alla giornata che impegnarsi nella progettualità.
Già, un sacco di cose che ci fanno storcere il naso sono figlie del mancato impegno delle persone. Pensiamo sempre che potrebbero fare qualcosa in più per migliorare e migliorarsi, ma non è nella loro natura. Non sono inclini a pensare al domani, a risparmiare, ad avere un lavoro stabile etc. Non sapendo se ci potrà mai essere un domani, che senso ha spenderci tempo, risorse ed energie?
Per noi è assolutamente inconcepibile. Viviamo sempre pensando a cosa fare per prevenire o per cautelarci da possibili disastri futuri.
A non avere nulla non ci si preoccupa di perdere tutto. La cosa che fa più pensare è che è quasi una scelta, più che una condizione imposta.
Se anche questo è effettivamente figlio delle nostre politiche coloniali, allora è il caso di fermarci un’altra volta a riflettere…
