Chi di voi ci sta leggendo starà sicuramente utilizzando una rete internet, magari una fibra, che si paga una volta al mese e permette di scaricare contenuti, stare sui social tutto il tempo che si vuole e guardare film e serie tv in totale serenità. Ovviamente, ci si lamenta quando la connessione rallenta al grido di “con tutto quello che pago!”
Bene, qui non è esattamente la stessa cosa! Essendoci già passati, Diego e gli altri del Centro missionario ci hanno vivamente consigliato di mettere in valigia un piccolo router portatile in cui inserire una SIM di una compagnia telefonica ivoriana. Così, sabato, siamo andati con Don Luca in città a comprare una SIM da tenere in parrocchia per gli ospiti italiani e fin qui tutto bene. Una volta attivata, abbiamo poi capito che il credito caricato, 10.000 franchi (circa 15€), si può convertire per chiamare o per utilizzare i giga di internet, fino ad un massimo di 10gb. Un costo abbastanza elevato, considerando che scaricare una foto da whatsapp o creare un post su Instagram con delle foto consuma tantissimo.
Oltretutto, come si può forse immaginare, la connessione non è brillantissima. È molto lenta e spesso per compiere delle operazioni semplici ci si mette veramente un sacco di tempo. Non esiste una rete fissa e di conseguenza un Wi-Fi “fisso”. Va tutto “a consumo” di gigabyte.
Anche tutta la tecnologia che ci circonda, computer, stampanti e periferiche varie sono connesse e imprescindibili dall’utilizzo di internet. Abbiamo provato a risolvere dei problemi di comunicazione tra una stampante e il nuovo pc di Don Marco (“non si amano” cit.): abbiamo impiegato tutta la mattina, consumando, tra ricerche in internet e driver scaricati, almeno 1 GB e quindi almeno 1000 franchi! Tutto questo per poter usare una stampante…
Chi ha pensato e progettato la tecnologia degli ultimi anni non l’ha mai dovuta usare in Africa, questo è certo.
